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Ansia da prestazione sessuale: soluzioni?

L'ansia da prestazione sessuale, che nell'uomo si manifesta principalmente con la mancata erezione o la difficoltà a mantenerla, e nella donna con una mancata lubrificazione genitale che può impedire il raggiungimento dell'orgasmo e, in alcuni casi, la penetrazione, è una difficoltà sessuale sempre più diffusa.

In questo post tratterò, in particolare, l'ansia da prestazione da un punto di vista maschile.

Se sei uomo, continuando a leggere, verrai a conoscenza di ciò che ti succede quando i tuoi rapporti sessuali vengono minati dall'ansia e capirai cosa puoi fare per superare il problema.

Se sei donna e soffri o hai sofferto di ansia da prestazione potrai individuare i pensieri che determinano il problema e dunque, calibrando le idee che fornisco sulla tua fisicità, risolvere il problema.

Se sei donna ed è il tuo partner a soffrire di questa difficoltà sessuale potrai comprenderlo meglio e, conseguentemente, aiutarla a ritrovare una perfetta intesa sessuale con te.

Si perché, a meno che vi siano malattie organiche conclamate, l'ansia da prestazione è solo una questione di testa...


Che cos'è l'ansia da prestazione sessuale


L'ansia da prestazione sessuale è una reazione istintiva dell'organismo che si pone in uno stato di allerta per fronteggiare uno stimolo pericoloso e stressante.

L'ansia, di per sé, non è negativa perché è la reazione fisiologica che consente all'individuo, grazie a modifiche biochimiche ed ormonali che avvengono all'interno dell'organismo, di far fronte agli stress.

Se la prova da affrontare però, è ritenuta dalla persona troppo difficile ecco l'ansia non è più positiva, bensì diventa un limite fortemente invalidante per il soggetto. L'ansia da prestazione non è solo di tipo sessuale e può innescarsi in merito a diversi ambiti della vita di una persona.

Vediamo però, nello specifico, cosa accade quando la prova da superare è il rapporto sessuale.

L'individuo si sente in ansia pensando al prossimo rapporto sessuale che avrà con una donna o un uomo.

Quando il momento di intimità ha inizio il soggetto, essendo in uno stato ansioso, non riuscirà ad avere una prestazione soddisfacente (assenza di erezione, mancata lubrificazione vaginale, impossibilità di lasciarsi andare per raggiungere l'orgasmo) e così avrà conferma della propria difficoltà sessuale.

Questa esperienza farà da metro di paragone per tutti i successivi rapporti sessuali: ci si aspetta il fallimento come è accaduto la volta precedente, l'ansia sale, la prestazione ne risente, la conferma della propria inadeguatezza arriva e così, fallimento dopo fallimento, il sesso diventa un problema.

Nei casi più gravi la persona può arrivare a non voler più avere un rapporto sessuale per non dover fronteggiare il senso di frustrazione ed inadeguatezza che, ogni volta, avverte dopo un momento di intimità che, ormai, non ha ben poco di piacevole e ha assunto i tratti di un vero e proprio esame da superare.

L'individuo, rifiutando l'intimità, mette in atto il meccanismo psicologico dell'evitamento: non mi sottopongo alla prova (rapporto sessuale) e così non provo ansia.

Grazie all'evitamento, nell'immediato, l'emozione negativa si placa e si sta meglio ma, evitando, il problema diventa ancora più grande e difficile da affrontare.

Come si può dunque, interrompere questo circolo vizioso che porta la persona a sentirsi sempre più insicura ed in ansia e sempre meno capace di godersi un momento di intimità sessuale?


Rifletti sulla storia di Alessandro


Alessandro, qualche mese fa, durante un colloquio, mi raccontò le proprie preoccupazioni in merito all'intimità sessuale.

Il tutto aveva avuto inizio ad una festa, risalente ad un anno prima del momento del nostro colloquio.

Quella sera Alessandro conobbe una ragazza, la serata si prolungò fino al mattino e Alessandro e Lucia ebbero un rapporto sessuale ma... le cose non andarono come Alessandro si aspettava.

A quella festa si è verificato il primo episodio in cui Alessandro ha avuto difficoltà ad avere l'erezione e a mantenerla.

La mancata erezione ha stupito e spaventato Alessandro perché mai gli era capitato prima.

Ecco che questo fallimento sessuale, e lo definisco fallimento non perché lo sia in senso oggettivo ma perché lui, in quel momento, lo ha vissuto come tale, è diventato un ricordo attivo ogni volta che fa l'amore con una ragazza.

Quando si avvicina il momento dell'intimità il cervello di Alessandro si attiva, la memoria va a quell'episodio e, più o meno consapevolmente, lui si chiede: “Mi capiterà la stessa cosa che mi è successa a quella festa?”.

Basta un unico e fugace pensiero per perdere l'erezione e, da quel momento, è difficile recuperarla. Anzi... più si insiste e si pensa, dentro di sé, “No, questa volta devo farcela!” e più le cose peggiorano.

Più è importante avere l'erezione e meno essa si presenta.

Uno scherzo di pessimo gusto orchestrato dal proprio corpo e al quale la persona, apparentemente, non può sottrarsi.


Cosa può fare Alessandro?


L'impossibilità di sottrarsi a questo scherzo di cattivo gusto è solo apparente perché, l'origine di questo circolo vizioso non sta nel corpo bensì nella mente.

La buona notizia è che, sulla propria mente, si può imparare ad avere controllo.

Visto che il problema di Alessandro si presenta da circa un anno ci vorrà un po' per interrompere l'associazione che la sua mente fa tra intimità con una ragazza e pericolo delle mancanza di erezione.

Occorre spegnere tutti i campanelli d'allarme che si attivano in lui in quei momenti ma, così come Alessandro ha imparato questo automatismo, potrà imparare il suo opposto e cioè può apprendere a vivere il sesso come un puro momento di piacere in cui non si deve dimostrare nulla.

E' molto probabile che, da quella festa (e forse anche prima!), Alessandro abbia iniziato a vivere il sesso come un atto attraverso il quale dimostrare il proprio valore come uomo.

L'intimità sessuale diventa un momento in cui si deve fare bella figura, in cui occorre non deludere la ragazza che si ha di fronte, un momento in cui non è in gioco solo il piacere bensì la stima che si ha di se stessi.

Il non avere l'erezione è la conferma di non essere abbastanza bravo con le donne e di non essere un ragazzo sicuro come gli altri.

Alessandro, quella sera, aveva bevuto un po' di più e l'alcool, si sa, è nemico dell'erezione...

... forse non aveva così voglia di fare l'amore con quella ragazza...

... forse lei non gli piaceva così tanto...

... forse lo ha fatto solo perché voleva dimostrare agli amici di essere impavido come loro...

... forse... beh i motivi possono essere molti ma...

non è sul motivo specifico che occorre concentrarsi bensì sul significato che Alessandro ha dato alla propria mancata erezione.

E, come già accennavo prima, questo significato ha il sapore di un fallimento.

Alessandro potrà iniziare a superare il proprio problema dando un nuovo significato alla mancata erezione e dunque, operando una ristrutturazione cognitiva di ciò che gli era successo alla festa e di ciò che gli succede con le ragazze a seguito di quell'episodio.

I nuovi significati che egli darà al proprio problema saranno quelli che, con il tempo, gli verranno in mente quando vivrà un momento d'intimità con una ragazza e che andranno a sostituirsi a quelli che ad oggi lo bloccano.

Quello su cui Alessandro si deve interrogare è che cosa voglia dire per lui non riuscire a mantenere l'erezione e che cosa, in particolare, lo intimidisce nell'intimità  con le donne.

Alessandro ha paura di non essere abbastanza bravo?

Non ti reputa abbastanza esperto?

Non si sente abbastanza attraente ai loro occhi?

Si reputa un ragazzo poco sicuro di sé e pensa che nell'intimità questo lato di se stesso possa essere colto e successivamente deriso e giudicato?


Cosa puoi fare tu?


La consapevolezza di quali siano i propri pensieri in merito al sesso è fondamentale.


Il definitiva, il problema dell'ansia da prestazione sessuale può essere risolto solo riuscendo ad enucleare i propri pensieri dal fiotto di emozioni e sensazioni fisiche generate dall'ansia.
Una volta colti tali pensieri è necessario bloccarli, tempestivamente, sul nascere, sostituendoli, appunto, con altri pensieri più funzionali.

Non conoscendoti personalmente non posso individuare con precisione quali siano i pensieri che determinano la tua ansia da prestazione  ma ti posso fornire alcune idee che, mettendo in discussione i pensieri disfunzionali maggiormente presenti in chi soffre di ansia da prestazione, ti permetteranno di rendere il sesso un'esperienza appagante e libera dalle inibizioni che impediscono l'erezione.

Ora che sei consapevole del meccanismo psicologico che sta alla base della tua ansia da prestazione puoi comprendere quale sia la soluzione più adatta al tuo caso specifico.

Ti invito dunque a leggere il seguente post:


Leggilo anche se sei donna  perché ti ricordo che la modalità di pensiero che porta una persona a non godere pienamente dell'intimità con il partner è speculare nell'uomo e nella donna quindi, queste 10 soluzioni saranno utili anche a te!

Ti ricordo che la sessualità è una sfera del rapporto di fondamentale importanza e che, difficoltà in quest'ambito, possono avere un impatto su tutta la relazione.

Se vuoi preservare il tuo rapporto sentimentale da una crisi e vuoi mantenere viva la passione degli inizi puoi lasciare la tua mail nel form, che trovi alla fine di questo post, e riceverai gratuitamente, nella tua casella di posta, informazioni preziose per la aumentare la sintonia con il tuo compagno o la tua compagna.


A presto
Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice



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