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Ansia da prestazione sessuale: 10 facili soluzioni (Parte 1)

Quali soluzioni esistono per superare l'ansia da prestazione sessuale?

Se non ho un problema organico che cosa posso fare?

Un uomo o una donna che soffre di ansia da prestazione sessuale è destinato a rinunciare per sempre al piacere di un rapporto sessuale appagante e libero dai continui pensieri relativi al proprio fallimento?

Il mio corpo non risponde ed io non posso farci nulla?

Non è così!

Continuando la lettura troverai le prime 5 facili (e serie!) soluzioni al tuo problema.




1° SOLUZIONE: non c'è il giusto e lo sbagliato


Nella sessualità non esistono assolutismi, non esistono cose che si possono fare e altre no, bensì esiste solo ciò che piace a te e al tuo partner.

Nel sesso ciascuno è libero di fare ciò che vuole nel rispetto del partner.

Sperimenta qualunque cosa ti venga in mente di fare prestando attenzione alle reazioni della donna con cui condividi l'intimità.

Se lei frena una tua fantasia e ti fa capire che non gradisce alcuni gesti, rispettane il volere parlando con lei di che cosa la turba di quel modo di vivere la sessualità.

Attraverso il dialogo potreste trovare un punto d'incontro e una declinazione diversa di quel comportamento sessuale in modo che entrambi ne possiate godere in serenità.

Quindi ciò che devi fare è parlare molto con il partner e... non limitarti a priori!

Molte volte l'ansia da prestazione è dovuta ad un processo di autolimitazione messo in atto dal soggetto medesimo che, per paura che l'altro non accetti il proprio modo di vivere la sessualità, censura i propri pensieri e desideri cercando di soddisfare solo quelli dell'altro.

La tensione generata dal capire cosa l'altro vorrebbe e dal non mettere in atto ciò che vorremmo noi stessi, in quel momento, impedisce la reazione biologica che porterebbe, naturalmente, all'erezione.


2° SOLUZIONE: il sesso è egoismo


Per poter dare piacere all'altro devo saper godere io stesso.

Se il partner non mi vede eccitato, se legge solo la mia tensione a farlo star bene e non trova traccia di godimento sul mio viso e sul mio corpo, egli non riuscirà, a propria volta, a lasciarsi andare.

Viceversa, un egoismo declinato nei termini di una profonda comprensione di ciò che si desidera per se stessi nella sessualità e che sfocia in un atteggiamento di ricerca di quel qualcosa, attraverso il proprio corpo e attraverso il corpo del partner, genererà un circolo virtuoso di eccitazione reciproca.

La passionalità altro non è che l'atteggiamento del cacciatore che insegue la propria preda...

Questo è ciò che fa sentire un uomo ed una donna sessualmente appagati.

Il riuscire ad essere così nell'intimità dipende dal perseguire i propri desideri momento per momento, senza inutili sensi di colpa o rimuginii in merito a quanto il proprio modo di agire farà godere l'altro.

Prima godi tu e poi pensa all'altro che, in realtà, vedendoti eccitato/a godrà a propria volta.


3° SOLUZIONE: conosco i desideri del partner


La sessualità vissuta con una giusta dose di egoismo non è in contrasto con questa terza soluzione per una buona intimità. Per avere un rapporto sessuale appagante devi essere attento all'altro e conoscere ciò che il partner ama di più durante l'intimità.

Gli ingredienti per l'intesa, la complicità e la passione sessuale sono:

  • il sano egoismo
  • il dialogo con il partner, che consenta di scoprirne i desideri,
  • l'abilità di far sentire la tua lei/il tuo lui amata/o, desiderata/o e apprezzata/o in tutto quello che fa durante l'intimità.
Tutto questo consente di godere al meglio di ogni fase del rapporto sessuale e quindi di vivere bene anche un eventuale momento in cui l'erezione non c'è o si fa fatica a mantenerla. 

In questo clima di scambio reciproco con il partner è assai meno probabile che i problemi di erezione si manifestino però, se anche dovessero presentarsi, non saranno più un problema.

Non saranno più un problema perché, semplicemente, tu avrai la consapevolezza che non è con la sola penetrazione che puoi far godere la tua donna e, soprattutto, non è quella defaillance momentanea che le farà diminuire il desiderio nei tuoi confronti (e se accade è perché ci sono dei problemi relazionali più profondi di cui la sessualità ne è solo la spia!)

Per sviluppare questa naturalezza durante l'intimità è necessario del tempo e dunque è assolutamente normale che con una partner appena conosciuta l'espressione della propria sessualità sia caratterizzata da un maggior impaccio e da eventuali ansie che inibiscono l'erezione

Se tieni a mente questa normalità di ciò che ti è successo l'impatto di eventuali ricordi di episodi passati in cui non hai avuto l'erezione diminuirà perché, dentro di te, comincerai a sviluppare fiducia nel fatto che è solo una questione di tempo. 

L'unica cosa da fare è concentrarsi sul piacere che ti procura il contatto con il corpo della donna che è con te e rapportarti a lei, non tanto con l'intento di farla godere o di avere l'erezione, ma di scoprirla, di conoscerla e di lasciare che lei ti conosca.


4° SOLUZIONE: solo penetrazione e orgasmo?


Il piacere sessuale è molto di più rispetto alla penetrazione e all'orgasmo.

Fare l'amore significa conoscere i rispettivi corpi e godersi questo viaggio di reciproca scoperta.

Per una donna è fondamentale sentirsi desiderata ma non valuta quanto la desideri sulla base della presenza o dell'assenza della tua erezione. Se ti preoccupi del fatto che lei possa fare questa valutazione ti basta esplicitare la cosa e sussurarle quanto lei ti piaccia, quanto tu la desideri e quanto per te, in quel momento, sia eccitante farle ciò che le stai facendo.

Un appagante momento di intimità non prevede necessariamente la penetrazione e l'orgasmo: se né tu, né lei raggiungete l'orgasmo tanto meglio! 
Il non raggiungere subito l'orgasmo farà nascere in voi, presto, la voglia di fare nuovamente l'amore...

Se poi non si riesce mai a raggiungere la vetta del piacere la questione è da approfondire ma non è questo il caso di cui stiamo parlando.

Per poter mantenere l'erezione e raggiungere l'orgasmo bisogna sentirsi liberi di non avere l'erezione e di non raggiungerlo.  Solo così l'ansia da prestazione può calare.

Il dialogo con il partner è dunque, fondamentale per vivere le defaillance con ironia e come un qualcosa che è assolutamente normale che si verifichi, anziché come un problema.


5° SOLUZIONE: si all'autoerotismo!


Si riesce più facilmente ad ironizzare su un momento di defaillance sessuale se si ha una buona conoscenza della propria sessualità e dunque, se l'autoerotismo non è un problema.

La masturbazione è, ancora oggi, giudicata negativamente da molte persone e, spesso, anche dal proprio partner.
E' necessario superare questi pregiudizi perché è stato dimostrato che chi pratica regolarmente, cioè ogni volta che ne sente il desiderio, l'autoerotismo ha più confidenza con il proprio corpo, riesce a raggiungere più facilmente l'orgasmo e a vivere una sessualità di coppia appagante per sé e per il partner.

Comprenderne i motivi è semplice: se so come il mio corpo raggiunge le vette del piacere potrò aiutare il partner a conoscermi da questo punto di vista e rendere più semplice per lui o per lei il modo in cui può farmi godere. Inoltre, sarò meno inibito o inibita nel mostrare il mio corpo, nel toccarmi e farmi toccare dal partner.

Aspetto da non sottovalutare per gli uomini è la possibilità, grazie all'autoerotismo, di sperimentare l'utilizzo del preservativo senza la presenza della donna.

Ad alcuni questa precisazione potrà sembrare banale ma molto uomini perdono l'erezione proprio nel momento in cui devono interrompere i preliminari per mettere il preservativo. Se nel metterlo il maschio comincia a pensare di metterci troppo tempo, se ha scelto un preservativo scomodo e non adatto alla propria fisicità, se si sente in imbarazzo perché la partner lo sta osservando, ecco che l'erezione andrà perduta.

Per contro “aver fatto pratica” prima del rapporto sessuale rende l'interruzione un momento dell'atto sessuale che, di per sé, può contribuire all'eccitazione facendo in modo, ad esempio, che la partner sia coinvolta attivamente in questa fase.


E se queste soluzioni non funzionano?


Per superare l'ansia da prestazione sessuale è necessario del tempo perché occorre "disinnescare" una reazione che, specialmente se la tua difficoltà perdura da tempo, è diventata automatica.
Quindi ,se ciò che ti ho suggerito non funziona da subito è assolutamente normale.

Devi apprendere un nuovo modo di pensare e di rapportarti al sesso e la fretta, in queste cose, non è mai un bene.

Datti del tempo per ritrovare sicurezza nella tua sessualità!

Se desideri approfondire ulteriormente questo tema leggi la seconda parte del post cliccando sul link qui sotto e troverai altre 5 soluzioni che potranno aiutarti.

Ansia da prestazione sessuale: 10 facili soluzioni (Parte 2)

Ti segnalo, se non lo avessi ancora letto, anche questo post in cui spiego che cos'è l'ansia da prestazione sessuale e come si genera.

Ansia da prestazione sessuale: soluzioni?

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A presto

Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice





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