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Dubbi e paure all'inizio di una nuova relazione

Ciao a tutti!

Dopo l'idillio della Festa di San Valentino (ringrazio tutti coloro che hanno commentato il mio post), oggi parliamo delle ansie che possono insorgere all'inizio di un nuovo rapporto di coppia.

L'inizio di una relazione non è sempre un momento di magia ed euforia anzi, per qualcuno, può trasformarsi in un interruttore di dubbi e paure. 

Tutto normale e non necessariamente è un segnale negativo. Tuttavia è importante, in questa fase, capire se esistono o meno i presupposti per una storia di lunga durata.

In particolare le "ansie da nuovo legame" possono essere distinte in 3 categorie.

Continua la lettura e scopri se la tua nuova relazione ha le fondamenta per proseguire o se si tratta solo di una relazione trappola.





1. la paura di legarsi




Coloro che, fino all'incontro dell'uomo o della donna di cui si stanno innamorando, sono stati degli "spiriti liberi" possono vivere l'inizio di una relazione come la fine della propria libertà.

Amare qualcuno significa assumersi delle responsabilità verso l'altro, impegnandosi per la durata del rapporto e dando prova di fedeltà e rispetto. 

Chi vive il legame come un vincolo anziché come una risorsa non potrà che avere paura del nuovo amore perché darà per scontato che il partner/la partner sarà un carceriere pronto a vigilare sulla propria vita. 

Chi teme il legame non riesce a pensare che, con molta probabilità, non sarà solo lui/lei a volere degli spazi e dei tempi per sé, una tale richiesta potrebbe essere considerata più che legittima anche dall'altro/a perché, semplicemente, anche il partner "potenziale cerbero" ha bisogno e desidera uno spazio e un tempo individuale. 

Va detto che chi ha "paura del legame" vive il sentimento per l'altro/a come una potenziale manifestazione di debolezza: se mi innamoro divento dipendente emotivamente da lei/lui  e questo mi farà perdere sicurezza in me stesso e valore sociale. 

In merito a questo punto mi sento di esprimere solo un pensiero: ci vuole molta forza per costruire una vita a due, così come si dimostra grande maturità nel lasciarsi aiutare quando ci si sente fragili. 

In definitiva: se la scelta di amare fosse maggiormente espressione di coraggio e indipendenza rispetto alla scelta di rimanere soli? 

Prova a pensarci e, ovviamente, il mio è solo uno spunto di riflessione e non un giudizio per chi vive il timore di legarsi. 

In passato l'ho provato io stessa ed è anche grazie a questo timore e alla voglia, che in quel periodo avevo, di stare da sola che ora ho capito cosa voglio in amore.    




2. la paura di soffrire di nuovo



Chi ha avuto una storia d'amore travagliata, chi è appena stato lasciato, chi è stato tradito o profondamente deluso, chi ha dato tutto se stesso per l'altro e ora si ritrova solo ha il terrore di innamorarsi di nuovo. 

La paura di una nuova sofferenza fa vivere la possibilità di innamorarsi come un qualcosa da evitare come la peste. 

Si trova conforto nel ripetere a se stessi:" meglio soli che mal accompagnati" o "meglio la noia e l'apatia della solitudine che l'atrocità del dolore dell'abbandono e del tradimento".

La fine di una storia d'amore lascia ferite e cicatrici, a volte, indelebili. 

Chi teme di soffrire di nuovo per amore erige fra sé e gli altri un muro di indifferenza e cinismo, rinunciando a sentirsi vivo. 

Si, perché è innegabile che la fine di un amore genera sofferenza ma chi vive senza amore per troppo tempo colora la propria vita di grigio, trasformandola in qualcosa di piatto e triste. 

Una tristezza che, giorno dopo giorno, diventerà intollerabile come quel dolore che si voleva evitare scegliendo di non amare più. 

Penso che, anche se si è stati feriti duramente, valga sempre la pena riprovare ad amare. 

Chi è stato deluso però può usare un "paracadute": la propria capacità di valutazione. 

Prima di buttarti a capofitto in una nuova relazione chiediti che cosa vuoi da un rapporto di coppia, ricordati di ciò che ti ha fatto stare male e che non saresti più disposto a tollerare e, soprattutto, credi nel fatto che tu "vai bene così come sei e meriti la storia d'amore che desideri".




3. la paura di perdere tempo




La paura di non essere con la persona giusta, l'ansia di "perdere del tempo" con chi, in realtà, non è la nostra anima gemella: questa paura, in molti casi, va di pari passo con la paura di "pretendere troppo e di non accontentarsi mai" (parlo con cognizione di causa visto che ne sono stata una degna "rappresentante").

Iniziare una relazione con la consapevolezza che non è destinata a durare significa entrare nel tunnel delle ruminazioni mentali del tipo: 

"Lui mi piace ma... sento che manca qualcosa; è carina, romantica, fedele ma non mi sento così attratto; forse sono io che pretendo troppo... con il tempo e conoscendolo, mi innamorerò;  se la lascio sarò di nuovo solo e non troverò nessun altra; tra noi è tutto perfetto...abbiamo poche passioni in comune ma le troveremo...". 

Potrei proseguire all'infinito con questi ragionamenti ipotetici-deduttivi che, ahimè, non portano mai a nulla di buono! 

Ci sono partner che hanno iniziato la loro storia d'amore senza il classico colpo di fulmine, scoprendo l'amore un po' per volta ma, mi sento di affermare, che se dentro di voi sentite e pensate che la storia non avrà futuro ascoltatevi perché avete ragione. 

Mi sono "arrovellata" per anni chiedendomi se la certezza di essere innamorati dell'altro fosse una conquista frutto del tempo trascorso insieme o un prerequisito per iniziare una relazione. 

Ad oggi mi sento di affermare che, se non state cercando un'avventura, bensì una relazione duratura allora, la certezza dell'amore è un prerequisito. 

Allo stesso tempo però, se non hai avuto molte esperienze sentimentali, il fatto di viverne alcune senza la "certezza di ciò che provi" non è così negativo. 

Non ti sto suggerendo di "usare il potenziale partner/la potenziale partner" come una cavia bensì di vivere un rapporto affettuoso che ti aiuterà a capire chi sei e cosa vuoi. 

Ovviamente questo non equivale a mentire: non dire mai TI AMO se non lo pensi, sii chiaro con l'altro/a anche a costo di perderlo perché la tua crescita personale non deve implicare la distruzione di chi ti è accanto.

Concludo questo post ricordandoti che la "persona giusta" la puoi incontrare quando sai cosa cercare, dove cercare e dopo aver fatto tua questa convinzione:

MAI ACCONTENTARSI IN AMORE!




Un regalo...



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A presto

Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

5 commenti:

  1. ciao....siamo d'accordo sul "non accontentarsi in amore". ma credo che se le coppie che scoppiano sono in aumento, si deve scavare a fondo..... primo fra tutti una concezione quantomeno paradossale che si ha sull'amore, mi spiego meglio; "imparare ad amare" è un concetto fondamentale....non siamo capaci di amare, bisognerebbe insegnarlo. confondiamo l'innamoramento, l'attrazione sessuale, l'infatuazione....io vedo l'amore come "decisione", parlo della fase che dopo l'innamoramento, dove bisogna decidere se lasciarsi o amare..decidere se passare a l'ennesima storia o amare!mi è capitato molte volte di sentire persone dire "un giorno mi sono svegliato e mi sono reso conto di non amarlo/a più..." oppure "il giorno x ho capito di non amarlo più" possibile?cosa vuol dire?come dire che non è una nostra scelta, una qualcosa che noi subiamo "passivamente" che "succede"..che non dipende da noi. invece io penso che siamo noi a decidere se amare o meno, amare come verbo, la durata di un amore non è affidata al caso, ma dalla nostra volontà di farlo durare. ne sono convinto...amore come decisione da rinnovare continuamente, ci vuole fatica, coraggio, sacrificio....amore azione!!
    "L'amore è una sfida costante, non è un luogo di riposo, ma è movimento, è crescita, è lavorare insieme, che sia armonia o conflitto, gioia o tristezza, perché ciò è secondario rispetto alla realtà fondamentale di due persone che sperimentano se stesse andando all'essenza della loro esistenza." (Erich Fromm - L'arte di amare).

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  2. Ho visto solo ora il tuo commento. Mi scuso per il ritardo e ti ringrazio.
    Sono perfettamente d'accordo con te. L'amore non è un qualcosa che sparisce da un giorno all'altro: la fine di una relazione è preceduta da tanti piccoli segnali che spesso si sottovalutano o non si vedono. Amare è un impegno ed è amore vero quando ogni giorno si pensa che l'altro/a sia la scelta giusta.
    L'amore però, non è una battaglia: la fatica in alcuni momenti ci può essere, ma se si è scelto con consapevolezza con chi dividere il proprio cammino ecco che quella fatica non sarà mai più grande del vivere senza quell'uomo o quella donna.
    Ad amare si impara, ma ancor prima si deve imparare a capire che cosa si desidera per se stessi e per il proprio viaggio di vita. Un viaggio che condiviso con la persona giusta diventa un'esperienza entusiasmante!

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  3. sono con il mio ragazzo da 4 mesi, ma negli ultimi dieci giorni qualcosa non va , almeno in me. non mi sento soddisfatta quando facciamo l amore e questo gia dall injzio della nostra storia. ci siamo conosciuti e dopo 19 giorni gia sembravamo marito e moglie ...io avevo fin dall inizio alcuni dubbi.ma ho voluto cmq continuare ....ci sono stati alti e bassi da parte mia ossia pianti immotivati mentre ero con lui , voglia di lasciarlo, ma poi ci stavo sempre insieme e le cosr sono migliorate....
    diciamo che non c e una forte attrazione ma mi piace come si comporta con me , come affronta le cose....ho provato ad allontanarlo dicendogli che non era scattata la scontilla..ma poi l ho risentito perche mi mancava ....
    vorrei tornarci ma poi penso se sto di nuovo giu di morale con dubbi e incertezze.? cio che mi fa rabbia e che stavo cercando uno come lui....ma se non mi eccita e a letto non mi soddisfa che fare? aspettare ma poi sarebbe peggio. ora stiamo ognuno per conto suo ma giu di tono.....non so che fare non voglio soffrire

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    1. Come tu stessa affermi, nel rapporto con il tuo ragazzo manca una componente fondamentale che è l'attrazione e dunque una profonda intesa sessuale. L'attrazione non è una scelta: certo è possibile migliorare la sessualità con il partner, rendere l'intimità maggiormente fantasiosa e passionale ma... ciò funziona se c'è una base di partenza su cui lavorare! Se tu, a priori, non ne sei attratta, se hai avuto dubbi fin dall'inizio significa che il tuo corpo ha riconosciuto che lui non è la persona giusta per te. Sei nel bel mezzo di una "relazione trappola"... Ti piace il suo modo di comportarsi, il suo modo di affrontare le cose... è un buon amico... e quanto te ne allontani ti manca il suo affetto e la sua presenza, ma un rapporto d'amore non può durare senza una sana intimità sessuale. Puoi provare a capire perché non ti eccita fare l'amore con lui, chiederti se ci sono modi diversi in cui vorresti vivere la sessualità e sperimentare con lui vedendo che tipo di reazione ha ma... temo che i tuoi dubbi, visto che presenti fin dall'inizio della relazione, non riguardassero solo la sfera sessuale. Analizza la relazione nella sua globalità, sii sincera con te stessa per confrontare quello che vuoi tu da un rapporto di coppia con quello che lui effettivamente può darti e... poi prendi la tua decisione... Non vuoi soffrire... ti capisco ma una vita sentimentale a metà non è certo garanzia di felicità... E' necessario che tu faccia chiarezza per capire come riconoscere l'uomo giusto per te e per non incappare più in relazioni che non sono complete, bensì solo "trappole" che ti impediscono di trovare la persona giusta. Lasciando la mail che trovi nella casella al fondo del post troverai, GRATUITAMENTE, tutte le informazioni per dimezzare la durata e l'intensità del dolore... e vivere presto un amore completo.

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  4. Oggi ho ricevuto questo commento al post e ho pensato a lungo se pubblicarlo o meno e poi ho deciso di farlo perché ritengo che nei rapporti umani la correttezza, il rispetto della professionalità e la trasparenza vengano prima di tutto. Questo blog parla di relazioni d'amore e dunque di rapporti in cui la fiducia è al primo posto. Il commento che ora trascrivo riguarda invece la mancanza di lealtà e trasparenza e dunque ritengo che sia mia responsabilità farlo notare. Questo è un insegnamento che voglio dare a voi che mi seguite nei post... quando qualcosa non va nei rapporti interpersonali e, in particolare in quelli di coppia, occorre affrontare, con correttezza e rispetto dell'altro, il problema.

    Veniamo al commento la cui autrice si firma: PSICOLOGA FIRENZE ( e per rispetto della persona non farò il nome vero che lei stessa cita più avanti)

    La mia lettrice, in riferimento ai temi di questo post, scrive:

    "E' normale avere questo tipo di paure quando si inizia una relazione o quando la si vive male. Io avevo dei problemi con mio marito che ci impedivano di vivere serenamente il nostro rapporto motivo per cui abbiamo deciso di affidarci ad una professionista. La Dott.ssa X ci ha aiutato a superare queste difficoltà e riprendere il cammino insieme felicemente. La ringrazio ancora oggi per la sua professionalità"

    Gentile Dott.ssa X so perfettamente che siamo in un regime di libero mercato e che ogni professionista deve concentrarsi sul farsi conoscere e apprezzare dai propri pazienti ma non credo che farsi pubblicità su un blog di un collega fingendo di essere un paziente sia il modo migliore e esattamente più professionale... Se avessi frainteso porgo le mie più sentite scuse e sottoscrivo che l'aiuto di un professionista competente può ridare linfa vitale ad un rapporto di coppia in crisi ma poiché sono anch'io una professionista del settore va da sé che, sul mio blog, non pubblicizzo altri colleghi... pur rispettandoli profondamente e intrattenendo con molti di loro rapporti di collaborazione professionale e amicale.

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