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Non mi separo per i miei bambini


Buongiorno caro lettore o lettrice,
oggi voglio parlarti di un tema molto delicato, di un dilemma che vivono molti uomini e molte donne quando si rendono conto che l'amore per il partner non c'è più, ma forte resta l'amore per i figli.

E' meglio lasciare il tetto coniugale e ricostruirsi una vita, anche da un punto di vista sentimentale, o mantenere una "parvenza di famiglia" per il bene dei figli?

A questa domanda non può esistere una risposta standardizzata e uguale per tutti. Si tratta di un qualcosa che attiene all'animo umano, agli affetti più profondi, alle emozioni che si possono provare solo per chi è sangue del proprio sangue.

Quel papà o quella mamma che devono prendere questa decisione si sentono il cuore e la mente divisa tra ciò che vorrebbero per se stessi e ciò che vorrebbero per i loro figli. Nella maggioranza dei casi sono i papà che non potranno più vedere quotidianamente i propri bambini, che non potranno più vivere tutte le piccole gioie della quotidianità: dal risveglio, ai giochi, ai compiti, al bacio della buona notte...

Questi momenti non sono persi per sempre perché ci saranno giorni in cui i figli staranno con un genitore e altri in cui staranno con l'altro, ma tutto sarà, almeno all'inizio, più "meccanico" in quanto organizzato secondo tempi e orari precisi.

La situazione si complica se padre e madre hanno un rapporto così conflittuale da "usare i figli" come campo di battaglia... Che fare dunque?

Non è solo un luogo comune affermare che "è meglio avere dei genitori separati che dei genitori costantemente in guerra, spesso, purtroppo, di fronte ai figli!". Questa affermazione assume un carattere di profonda verità se ci si domanda come i bambini imparino ad amare e a relazionarsi con gli altri.

Il modello d'amore a cui un bambino si ispira per capire cosa significhi "voler bene" è legato a come il genitore si rapporta con lui, ma anche a come i genitori si rapportano tra loro. Va detto che i piccoli hanno le "antenne" e capiscono tutto anche se i genitori recitano la farsa della famiglia felice.

I bambini imparano per imitazione: se un genitore, in un momento di rabbia, lancia un piatto per terra, non c'è da stupirsi se, prima o poi, anche il figlio inizierà a farlo...

La separazione, pacifica o conflittuale, è sempre un evento doloroso per la prole perché pone un bambino di fronte all'evidenza della caducità delle cose e al fatto che la realtà può essere diversa da ciò che si vorrebbe. 
Se i figli sono piccoli potrebbero vivere un senso di colpa perché si sentiranno responsabili della separazione dei genitori. Una frase tipica che un genitore, in procinto di separarsi, potrebbe sentirsi dire da suo figlio suona, più o meno, così: "Sono stato cattivo, è colpa mia?... Prometto che non farò più i capricci e terrò in ordine la stanza se tu non te ne vai di casa..."

Come può un padre o una madre non sentirsi spezzare il cuore di fronte a un'affermazione di questo genere?

Solo un pensiero, a mio avviso, può calmare il tumulto di quel genitore:

"Voglio dare a mio figlio il meglio di me, voglio essere per lui una presenza calma e rassicurante. Voglio dimostrargli che è possibile costruirsi una vita felice, una vita in cui i sentimenti possono essere autentici e non offuscati da insicurezze, paure e ipocrisia. 


Per essere per mio figlio un modello in tal senso devo attraversare un ostacolo grande e devo farlo attraversare anche a lui. Un bambino piccolo che ora mi guarda con gli occhi lucidi, pieni di paura e speranza...


Sarò forte per me ma soprattutto per lui. So che questo sacrificio di oggi, se io terrò per mano mio figlio, con attenzione e dedizione, lo farà essere un adulto con un concetto positivo dell'amore tra uomo e donna..."

Cari mamme e papà lo so che non è facile, ma se la vostra relazione di coppia è davvero finita, se avete tentato il tutto e per tutto e se, magari il vostro cuore è ora di qualcun altro o qualcun'altra, non procrastinate una scelta che può ridarvi la possibilità di vivere una vita priva di sotterfugi.

Con questa affermazione potrei "attirarmi le ire" dei sostenitori del "tenere duro nonostante tutto". Voglio dunque chiarire la mia posizione: io credo profondamente nell'amore di coppia, nella possibilità di cambiare e di rinascere, anche dopo aspri conflitti.

La separazione non deve essere la scelta da attuare se non si è provato, magari con l'aiuto di un professionista, a rilanciare il legame. Quando tutto è già stato tentato, credo che valga la pena di correre verso una nuova fase della propria vita.

I figli possono capire se accompagnati con amore in questo cambiamento: prima di essere marito o moglie, mamma o papà, si è persone con sentimenti, pensieri e ideali che non vanno annientati da conflitti e ripicche quotidiane.

I figli hanno bisogno di sapere e sentire che la mamma e il papà ci sono e ci saranno nonostante tutto: se  gli ex-coniugi riusciranno, con il tempo, a costruire una buona complicità come genitori allora il dolore della separazione sarà ben compensato.

Un papà e una mamma appagati da nuove relazioni sentimentali o dal fatto di potersi ricostruire una vita saranno una mamma e un papà più presenti e affettuosi con i figli. Questo cambiamento verrà sicuramente notato anche dai bimbi più piccini!

Concludo sottolineando che per gestire bene una separazione ci vogliono mille attenzioni e, con quanto ho scritto, non intendo banalizzare una fase della propria vita che è molto difficile. Il concetto che mi premeva trasmettere è che non è detto che "tenere duro per i figli" sia sempre la scelta migliore per loro!

Vi aspetto nel prossimo post dove analizzeremo la posizione di chi "sta dall'altra parte della barricata", cioè degli uomini o delle donne che attendono la decisione del partner, del quale si sono innamorati/e, ma che ha dei figli... 

Un abbraccio

Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice


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