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Lui non cambia mai!


Cari lettori, 
questo sarà un post in cui non vi darò solo delle risposte, bensì vi spingerò anche alla riflessione e a una conseguente e auspicabile azione.

Oggi, io ed una mia cliente abbiamo analizzato l'importanza di essere attori del cambiamento e non passivi soggetti che lo desiderano ma non fanno nulla per renderlo possibile.

In altre parole: quando una situazione, una relazione, un evento non ci piacciono aspettiamo che accada qualcosa affinché quell'elemento, fonte di disturbo per la nostra vita, si modifichi o cessi di esistere.
Se la situazione che ci causa disagio è inerente alla relazione di coppia tendiamo ad elencare tutti i motivi per i quali il nostro rapporto d'amore non funzioni e tutte le mancanze e gli errori del partner. 

Desideriamo una relazione diversa, ma non facciamo altro che continuare a viverla nell'attesa che colui/colei che ci fa soffrire cambi. 
Il partner manchevole è la causa della propria sofferenza e dunque spetta a lui/lei far qualcosa per farci stare meglio.

Ecco la trappola! Aspettiamo il benessere dall'esterno e non facciamo nulla per costruircelo. 

Ebbene non si può non prendere in considerazione l'idea che se l'altro ci fa soffrire 
può farlo anche perché noi glielo stiamo permettendo. 

Quando soffriamo per amore chiediamoci dunque se, e in che modo, soffiamo aria sul fuoco che ci sta bruciando. 
Rimanere invischiati in un rapporto che ci logora è anche un modo per comunicare al carnefice il nostro assenso alla sua violenza, fisica e/o psicologica.

La situazione che ho descritto non è certo il caso di tutti ma, nella mia esperienza professionale, ho potuto riscontrare che è il caso di molti.

La provocazione di oggi è dunque così sintetizzabile:

Non aspettare che sia il partner a cambiare, inizia a farlo tu il più presto possibile! 

Se non ce la fai da solo/a chiedi aiuto a un professionista perché il tempo perso in schemi relazionali distruttivi non porta alla santità (so di usare un'espressione forte, ma mi rivolgo a tutti coloro che pensano che l'amore sia sufficiente a cambiare abitudini e comportamenti negativi del partner), bensì all'abbrutimento di se stessi e di chi amiamo. 

Il cambiamento di un altro non è possibile se la persona in questione non intende collaborare a tale cambiamento. Per contro, il cambiamento di se stessi e dei propri pensieri lo si può controllare in prima persona e, quasi sempre, una volta innescato, genera una reazione a catena in chi ci è accanto. 
Non è da escludere, infatti, che partendo da se stessi si generino negli altri, come effetti secondari, dei cambiamenti che, tramite un intervento diretto, non si sarebbero verificati.

Quando si è vittime della violenza o della rabbia dell'altro può essere molto difficile pianificare dei cambiamenti ecco perché è importante agire preventivamente: solo sentendosi protagonisti della propria vita e delle proprie scelte si può riuscire a non cadere in  una posizione di sudditanza. 

Come essere protagonisti della propria vita? 
Il primo passo è costruirsi una chiarezza di pensiero relativamente a chi si vuole diventare e a dove si vuole andare. Così facendo non ci si muoverà più a caso, non si sarà più in balia degli eventi e delle persone bensì si  riuscirà ad orientare le proprie scelte sempre verso il proprio Nord!

Non inveire con la vita per quanto essa sia stata crudele ed ingiusta con te: tu non sarai l'unico responsabile della qualità della tua vita ma ne sei, sicuramente, il maggiore azionista.

Aspettare che sia l'altro a cambiare può essere un ottimo modo per rendere una situazione sgradevole sempre più stabile e presente nella propria vita. 

Parti dal presupposto che l'altro/altra potrebbe non cambiare mai (poi, se dovesse, succedere tanto meglio...!) e, con questa consapevolezza, decidi cosa vuoi per te e per la tua vita. 
Dopo di che chiediti quale prima mossa potresti fare per muoverti in quella direzione. 
Bada bene, non sto sottintendendo che la prima azione da fare sia lasciare il partner...

Se pensi di trovarti in una situazione come quella che ho descritto serviti della tua creatività per decidere quale sia la prima mossa da compiere. 
Se vuoi confrontarti con me sulle idee che ti sono venute in mente non esitare a richiedere un colloquio gratuito via skipe: sarà un colloquio di 60 minuti, senza alcun obbligo di acquisto e senza alcuna "fregatura". 
Ti basta compilare il modulo che trovi a questo link http://www.problemicoppia.com/p/consulenza-gratuita-al-femminile.html (a fondo pagina).

A presto e buon week-end a tutti i lettori!

Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice


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