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Problemi con il partner o problemi personali?


I conflitti di coppia quanto dipendono da problemi con il partner e quanto, per contro, 
sono frutto di problemi personali?

Quando si è fidanzati, sposati o conviventi si può correre il  rischio di perdere di vista i confini. 
Parlare di confini all'interno di un rapporto di coppia significa fare riferimento alla distinzione, assolutamente necessaria, tra identità individuale, identità di coppia e identità famigliare.
Se ogni persona ha sempre chiari questi confini difficilmente i problemi con il partner verranno confusi con problemi personali e viceversa.

Voglio farti un esempio di un conflitto di coppia che facilmente potresti riscontrare nella tua esperienza o in quella di parenti ed amici. Ti descrivo questa situazione esemplificativa dal punto di vista di un uomo ma lo stesso schema è applicabile alla donna.

Il marito rientra a casa dal lavoro: è stanco, contrariato e assolutamente desideroso di stare in silenzio dato che ha passato la giornata al telefono. 
Entrando in casa saluta la moglie a monosillabi e al suo interessamento in merito a quel cattivo umore dà chiari segni di non volerne parlare. 
Vede la moglie indaffarata a preparare la cena ma non si propone di aiutarla. Si siede sul divano imbronciato.

La moglie, gentilmente, dopo aver messo in tavola il cibo, lo chiama per mangiare. 
Lei è silenziosa anche se, ogni tanto, cerca di iniziare discorsi per distrarre il marito, aspettando che sia lui a decidere quando parlare delle ragioni del suo cattivo umore. Il marito però, non dà seguito ad alcun tipo di conversazione.

Trascorso un po' di tempo dall'inizio della cena il marito si rivolge, con tono aggressivo, alla moglie chiedendole se è arrabbiata con lui. Le chiede come mai è così taciturna e l'accusa di non essersi interessata ai problemi che lui ha avuto durante la giornata.

L'atteggiamento del marito che ho appena descritto svela uno dei più frequenti errori che le persone compiono: proiettare i propri stati d'animo sugli altri. 
Ad esempio se siamo arrabbiati, nervosi o preoccupati potremmo attribuire tali stati d'animo a chi, in quel momento, è con noi . 
Non vogliamo accettare la nostra rabbia e così accusiamo l'altro di essere arrabbiato con noi.

Nell'esempio che ho fatto Il marito accusa la moglie di atteggiamenti che lui per primo ha messo in atto. E' stato lui infatti, a dare segnali alla compagna di non voler parlare dei problemi lavorativi e di essere nervoso. La moglie si comporta di conseguenza: è silenziosa perché questa è la richiesta implicita che il marito le ha posto.

Quando non siamo consapevoli dei nostri  stati d'animo e dei messaggi verbali e non verbali che diamo agli altri il rischio di innescare conflitti  e incomprensioni è molto alto. Il problema personale può diventare un problema di coppia.

Nell'esempio la rabbia del marito, non riconosciuta da egli medesimo, può dare il via a un litigio tra i partner. 
Il marito si sentirà incompreso e non sostenuto dalla compagna, mentre quest'ultima avvertirà che il compagno non le riconosce il merito di averlo lasciato riposare, senza chiedergli alcun aiuto per la preparazione della cena.

Prima di scaricare sul partner le tue sensazioni negative chiediti sempre da dove provengono: se il compagno o la compagna non ne sono in alcun modo responsabili allora il problema è solo ed esclusivamente tuo. 
Se hai bisogno del sostegno del partner chiedi in modo chiaro il suo aiuto, se hai bisogno di stare solo comunicalo e condividi il tuo problema solo quando ti senti pronto/a a farlo.

Prima di essere partner, cioè prima di essere membro di una coppia, sei un individuo: un tuo problema personale è legato alla tua identità e non all'identità di coppia. 
L'essere persona e l'essere coppia sono due cose distinte. 

Se fai tuo questo principio riuscirai a capire la differenza tra problema personale e problema di coppia. Tale consapevolezza diminuirà la possibilità di conflitti e problemi con il partner.


Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice


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