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Incomprensioni e litigi con il partner


Le incomprensioni e i litigi con il partner possono nascere per ragioni apparentemente insignificanti. 

Piccoli dettagli, come un sorriso non fatto, un'espressione contrita, una rigidità e freddezza nei movimenti, un differente tono di voce, possono dare il via a malintesi destinati a sfociare in discussioni e litigi.

Oggi voglio farti un esempio molto concreto di quanto ho appena descritto. 
Mi scuserai dunque se ti parlerò della mia relazione di coppia, ma gli esempi tratti dalla vita quotidiana valgono più di mille teorie (anche gli psicologi hanno sempre da imparare qualcosa di nuovo sul modo di vivere ed esprimere le emozioni!).

Affinchè tu possa capire l'episodio che sto per raccontarti ti premetto che, all'interno della coppia sono io quella che propone maggiormente gite fuori porta o attività da fare insieme al mio compagno. Io ho la tendenza a programmare una gita con molto anticipo, mentre il mio compagno preferisce decidere all'ultimo o, comunque, maggiormente a ridosso del giorno prescelto per l'attività.
Questa diversa modalità organizzativa non ci ha mai creato particolari problemi ma io, per timore di essere "troppo assillante" nella mia frenesia organizzativa, ho preso l'abitudine di proporre le mie idee o i miei progetti per viaggi o attività in modo molto velato, con frasi come:

"Se ti va, avrei pensato di..."
"Cosa ne dici se andiamo...ma se non puoi non importa..."
"Pazienza...faremo un'altra volta..."
"Ti lancio quest'idea...poi vedi tu..."
"Forse si potrebbe...se no facciamo qualcos'altro..."

Ecco dunque cosa è successo ieri pomeriggio:

Ho proposto, con le modalità che ti ho appena esemplificato, una gita al mio compagno. Prima di farlo avevo controllato il meteo che indicava bel tempo solamente per il martedì.
Sfortunatamente lui mi ha comunicato che il martedì è un giorno in cui si era già fissato degli appuntamenti di lavoro importanti.
Io, dispiaciutissima visto che si trattava di una gita che rimandavamo da un po', gli ho detto "Pazienza, non importa..."

Sapevo che non era responsabilità sua nè del meteo, nè degli impegni lavorativi, ma non riuscivo a superare il dispiacere e a sorridere: mi  ero immaginata di passare un momento speciale insieme e rinunciarvi mi faceva sentire triste.

Ovviamente il mio compagno si è accorto che ero silenziosa e diversa dal solito, ma io ho continuato a dirgli che stavo bene... La mia tristezza non era giustificata e non avrei voluto farlo sentire in colpa per i suoi impegni lavorativi...

Ecco che lui ha cominciato a interrogarsi sui motivi del mio silenzio, pensando a motivazioni che nulla avevano a che vedere con la gita saltata visto che io continuavo a negare il mio dispiacere...

Possibile risultato di questa situazione? 
Io triste e silenziosa, 
lui innervosito per il mio comportamento e
una domenica pomeriggio rovinata!

Fortunatamente non è andata così!
Il mio compagno, con calma e cautela, ha cominciato a darmi degli spunti per parlare del problema. 
Mi ha detto che aveva voglia di parlare un po' della nostra coppia (attività che consigli a tutte le coppie) e mi ha detto che si è reso conto che quando gli propongo qualcosa lo faccio timidamente...Ha messo in evidenza che lui non vorrebbe che la sua donna dovesse temere di esprimere le proprie idee...

Io, mentre lui parlava, mi sono resa conto del fatto che effettivamente il mio schema comunicativo era proprio quello che lui aveva notato...

Ho cominciato a spiegargli perchè lo faccio: non per paura di una sua reazione, ma per non essere assillante visto che lui non ama programmare in anticipo...

Sono riuscita così a dirgli che ci tenevo moltissimo a quella gita perchè era un'attività che ci avrebbe permesso di divertirci e rilassarci.

Lui, a quel punto, mi ha guardato stupito dicendomi che non aveva compreso che io ci tenessi così tanto... e ha sottolineato, scusandosi di non essersene accorto da solo, che io non glielo avevo fatto capire...

Mi ha chiesto di essere totalmente autentica, di non frenare il mio entusiasmo e di dirgli chiaramente quando tengo molto a una cosa... Mi ha spiegato che lui vuole lasciarmi libera di essere me stessa sempre, pur sapendo che, qualche volta, lui potrebbe non accettare le mie proposte.

Questo dialogo mi ha fatto riflettere su come, per "accontentare" il partner, non esprimevo in toto la mia identità. La spontaneità, in questo modo, andava persa e, così facendo, anche la coppia veniva privata di energia vitale.

Ieri io e il mio compagno abbiamo raggiunto un accordo:
  • comunicare sempre liberamente senza paura di deludere o ferire l'altro,
  • ciascuno è libero di esprimere i propri pensieri, emozioni e idee, 
  • allo stesso modo ciascuno è libero di dire di SI o di NO a seconda dei propri bisogni e desideri,
  • i SI e i NO verranno poi confrontati e discussi insieme, in modo tale da trovare soluzioni ideali per entrambi e per il bene della coppia.

Ciò che ti ho appena raccontato potrebbe sembrarti banale: potresti non capire le ragioni della mia tristezza rispetto a una gita non fatta o la tristezza del mio compagno nel vedermi diversa. 
Il mio consiglio è di non sottovalutare piccoli episodi come questo. La vita quotidiana è fatta di cose semplici e concrete ed è a partire da queste che una coppia può innescare conflitti e litigi...

Ieri ho avuto modo di vivere concretamente un concetto fondamentale:
  

l'importanza di essere sempre se stessi: 

le maschere possono essere seducenti, eccitanti e piacevoli in rapporti fugaci ma
 diventano una maledizione nelle relazioni a lungo termine!



Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice


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