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Crisi di coppia: comunicazione



Quando e perché una coppia può andare in crisi?

I fattori che possono determinare una crisi di coppia sono molti e, raramente, si presentano singolarmente...Quando una relazione vacilla è difficile individuare la causa-effetto: i partner non si capacitano di come il loro rapporto si sia trasformato, di come sia diventato difficile capirsi e spiegarsi, di come l'attrazione sia diventata sopportazione e insofferenza...

Un errore comune è pensare che la crisi di coppia sia sopraggiunta all'improvviso: un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto sulla relazione, senza che i diretti interessati potessero accorgersene.
Questa convinzione porta con sé una potenziale crisi: le difficoltà relazionali non si verificano senza preavviso, bensì si costruiscono giorno dopo giorno.

Le incomprensioni quotidiane, alle quali, sul momento, non si dà peso, le scuse non pronunciate, i piccoli desideri insoddisfatti possono determinare nei membri della coppia rancori e atteggiamenti di accettazione rassegnata.

Quando non comprendiamo le ragioni alla base di un comportamento del nostro compagno/a invece di iniziare a rimuginarci in solitudine chiediamo spiegazioni: "lasciar perdere" non è la soluzione. Chiarirsi, invece, è l'unico modo per non far crescere delle ombre sul proprio rapporto di coppia.


La crisi di coppia si può prevenire.

Esprimendo in modo chiaro le proprie esigenze, emozioni e pensieri al compagno/a non vi sarà spazio per fraintendimenti. 
E' evidente dunque che una buona comunicazione di coppia è essenziale per evitare o saper gestire al meglio i conflitti.

La comunicazione è efficace quando chi parla riesce a trasmettere all'ascoltatore il proprio pensiero in modo tale che quest'ultimo possa comprendere in toto il significato del messaggio. 

Comunicare bene non equivale a parlare bene, non è sinonimo di padronanza dell'arte della retorica. Comunicare significa saper mettere in comune. 
L'atto comunicativo unisce due mondi: quello del parlante e quello dell'ascoltatore. 
Una buona comunicazione non può essere unidirezionale. Non basta la conoscenza delle migliori tecniche per esternare, a parole, il proprio mondo interno. 
Per comunicare bene è necessario, prima di tutto, saper ascoltare.

Ti invito dunque a fare un piccolo esercizio:

quando trascorri del tempo con il tuo/la tua compagno/a ascoltalo. Ascoltare non significa sentire ciò che l'altro dice. L'ascolto va oltre alla percezione sonora in quanto esso è caratterizzato da una dimensione attiva. 

Per essere un ascoltatore attivo devi: 

  1. sospendere qualsiasi tipo di giudizio nei confronti dell'altro;
  2. concentrarti su ciò che l'altro sta dicendo e non su ciò che vorresti rispondergli;
  3. non interrompere l'interlocutore raccontandogli un'esperienza simile alla sua che ti è capitata: lui vuole raccontarti la sua e non sentire la tua;
  4. quando l'altro ha finito di parlare verifica di aver compreso realmente ciò che voleva dirti: fai domande, approfondisci e solo dopo esprimi il tuo parere;
  5. ascolta mettendoti nei panni di chi parla, prova a immedesimarti nelle sue emozioni mantenendo la consapevolezza che, quei vissuti, non sono i tuoi.

Inizia ad esercitarti per essere un ascoltatore attivo: non è facile ma è un investimento molto importante per il benessere della tua relazione di coppia.


Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice


1 commento:

  1. Un post esemplare, Valeria.

    Molte persone sottovalutano l'importanza di questi concetti: non riescono a percepire le molteplici possibilità celate dietro l'idea di "ascolto attivo".

    E' capitato anche a me, è oggi, quando all'interno dei corsi, Valeria ed io mostriamo questi esercizi in pratica, gli allievi si rendono conto di non ascoltare affatto... anche quando credono di farlo.

    Quando qualcuno ci mostra come fare, ci si rende immediatamente conto di come la differenza fra sentire ed ascoltare possa essere enorme, sia in termini di empatia che di potenza persuasiva.

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