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venerdì 14 febbraio 2014

Per chi è solo a San Valentino


Buon San Valentino
 a tutti i lettori e le lettrici!
In questo San Valentino non scrivo per chi festeggia con il proprio amato o la propria amata, bensì per chi oggi è solo. 
Per chi è insicuro nel rapporto con l'altro sesso.

Al di là del valore che uno possa dare a questa festa, al di là che la si consideri solo una "ricorrenza 
commerciale", oggi è comunque un giorno in cui chi non ha un partner ci pensa maggiormente... è impossibile non farlo visti i continui stimoli al riguardo che arrivano dal mondo circostante...

Ci tengo a precisare che essere single non è una condanna a morte e, soprattutto, ci tengo a 
sottolineare che se nella propria vita non si è felici da soli è impossibile esserlo in coppia...

E' innegabile però, che attraversare il viaggio della vita per mano ad una persona che ci completa rende il tutto più entusiasmante e... sublime. 

Si... perché l'amore vero, quello in cui puoi essere te stesso senza bisogno di maschere, quello in cui l'altro sa, ancor prima di te, cosa pensi e cosa provi è un'esperienza che solo l'aggettivo "sublime" può rendere.

Ed ora veniamo al tema di oggi: perché sono single?

I motivi possono essere innumerevoli ma questa sera voglio concentrarmi sul tema della timidezza in amore.

Essere timidi ed insicuri nel rapporto con l'altro sesso è un'esperienza che tutti, almeno al momento della prima cotta, hanno provato.

La paura del primo bacio, l'imbarazzo dei primi momenti di intimità, l'ansia da prestazione per il primo rapporto sessuale sono emozioni parte del bagaglio esperienziale di ciascun individuo. 

Normalmente questi primi turbamenti si superano e, con la crescita, si impara a conoscere se stessi, e l'altro sesso, raggiungendo una maggior sicurezza e serenità nel modo di relazionarsi con il potenziale partner.

In altri casi invece, questa naturale evoluzione avviene più lentamente e con dei blocchi che possono rendere più difficile l'approccio con chi ci ha colpito... 

La timidezza in amore è un argomento che può essere affrontato da molte angolazioni diverse e dunque avrai modo di leggere, su questo blog, altri articoli in materia ma ora voglio soffermarmi su una sfaccettatura della questione che mi si presenta, frequentemente, in sede di colloquio con i miei pazienti.

TIMIDEZZA IN AMORE E GENITORI CASTRANTI

Il rapporto con l'altro sesso implica confrontarsi con chi è diverso da sé ed esporsi alla valutazione dell'uomo o della donna al quale/alla quale, solo per il fatto che ci attrae intellettualmente e/o fisicamente, abbiamo già attribuito caratteristiche "divine".

Il lui o la lei in questione hanno il potere di decidere se "andiamo bene o no come esseri umani" e tale potere gli/le spetta di diritto viste le indiscusse qualità di cui, con charme, fa bella mostra.

L'altro è sul piedistallo, mentre il mio paziente si pone, se possibile, al di sotto del pavimento!

Ma perché questa idealizzazione dell'altro e questa profonda svalutazione di se stessi?

Approfondendo la storia di vita di questi uomini e di queste donne rintraccio sempre un rapporto castrante con la figura genitoriale dell'altro sesso.

Se la mia paziente è una donna timida in amore è probabile (ovviamente ci sono le eccezioni) che il padre sia stato fortemente giudicante nei suoi confronti: la donna che ho di fronte è stata una bambina, una ragazza e poi un'adulta continuamente condizionata dalle valutazioni negative del padre. 

Il modo in cui si vestiva non andava mai bene, le gratificazioni arrivavano solo quando aveva un comportamento estremamente rispettoso. Quel padre dava attenzione e affetto solo se la figlia compiaceva o aveva un'ottima prestazione scolastica.
Inoltre, era sempre pronto a ripetere che occorreva comportarsi bene, fare bella figura con gli altri, fare il proprio dovere e rispettare l'autorità genitoriale.

Quest uomo non era, necessariamente, aggressivo, ma sicuramente teneva molto alla forma, all'etichetta, alle conseguenze negative di un errore e, in ogni gesto, trasmetteva l'idea che ci si dovesse difendere dagli altri perché sempre pronti a giudicare.

Se il mio paziente è un uomo timido in amore, allora è la mamma ad avere tutte le caratteristiche che ho appena descritto.

Che idea si può fare dunque, una bambina o un bambino delle persone dell'altro sesso se il messaggio genitoriale è questo?

La crescita, e dunque l'idea che ci si fa del mondo circostante, è mediata da un processo di identificazione con i propri genitori. Identificarsi significa "prendere a modello" colui al quale si fa riferimento, in questo caso per legame affettivo, e far propri i pensieri e i comportamenti di tale modello.

Il mio paziente uomo non potrà che cogliere nelle donne le caratteristiche del genere femminile che ha visto impersonificate dalla madre e la mia paziente donna non potrà che fare altrettanto per le figure maschili.

Quindi non c'é soluzione?

No... la soluzione c'è e si chiama "esperienza emozionale correttiva".

Ho usato un parolone per sintetizzare un concetto semplicissimo:

il punto di partenza, non necessariamente, segna tutto il cammino.

Puoi aver avuto dei genitori castranti e fortemente convinti che l'altro sia pronto a giudicare ma... non ne devi essere, per forza, convinto anche tu!

Diventa consapevole del fatto che il tuo modo di "raffigurarti l'altro sesso" è parziale e dettato da un tuo vissuto. 

Un vissuto che può essere stato doloroso o per il quale, magari, non hai nemmeno sofferto, ma che può averti condizionato nel rapporto con l'altro sesso.

Quando avrai sviluppato questa consapevolezza guarda le donne o gli uomini che incontri sul tuo cammino con occhi nuovi e tieni a mente che potrebbero essere diversi da come te li sei sempre immaginati...

Basta questo per superare la timidezza in amore?

No ma questo è il punto di partenza che aumenterà la probabilità di far presto l'incontro con una persona dell'altro sesso che avrà un atteggiamento molto diverso da tuo padre o da tua madre...

Apriti alla possibilità di conoscere una persona che ti faccia sentire pienamente accettato per quello che sei e che compia così la magia dell' "esperienza emozionale correttiva"... o, come piace dire a me, al di là dei tecnicismi psicologici, la magia dell'amore...

Ti auguro di vivere presto un Buon San Valentino che non si esaurisca il 14 febbraio ma che possa durare una vita intera...


A presto


P.S.

E comunque... può essere San Valentino ogni giorno dell'anno... io lo festeggerò domani ;)



Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

lunedì 23 settembre 2013

Il sesso è diventato un problema: risolviamolo in tv


Qualche tempo fa una mia amica mi ha consigliato un programma televisivo dal titolo accattivante: SEX THERAPY.

La mia amica, sapendo che lavoro con le coppie e mi trovo spesso ad affrontare problemi relativi all'intimità tra i partner, mi ha chiesto il mio parere sul programma.
Preciso di non aver ancora avuto il tempo per vederne diverse puntate ma ci tengo a condividere le mie impressioni sul blog, anche se sono solo limitate all'unica puntata che ho visionato.

Per chi non sapesse di che cosa si tratta faccio una breve descrizione del format. Le coppie che hanno problemi relativi alla sfera della sessualità contattano la redazione per essere seguiti da due sessuologi. La coppia verrà accompagnata dai professionisti nella comprensione di ciò che non funziona, nella riscoperta dell'intimità e nel superamento delle difficoltà che i partner presentano. Il lavoro dei sessuologi e della coppia viene trasmesso in video.

Confesso che il primo impatto con la trasmissione mi ha lasciato un po' perplessa: vengono trasmesse le immagini dei rapporti intimi della coppia; sono immagini leggermente oscurate e non volgari ma si tratta di un qualcosa di molto privato che viene reso pubblico. 

Chi mi segue nei miei post sa che non sono bigotta o conformista ma in questo caso la riflessione sul privato anzi, sul privatissimo che diventa pubblico ritengo sia doverosa. Certo... il Grande Fratello ci ha abituati a ben altro ma perché è necessario mostrare queste immagini?

Sicuramente uno dei motivi è l'audience ma penso che ci sia anche un valido motivo terapeutico. 
La tv, unitamente ad internet, è il canale informativo maggiormente accessibile e dunque, se serve per fare formazione e prevenzione del disagio ben venga. 

Bene... ma perché non basta raccontare il problema e le soluzioni invece che "far vedere"? 
La risposta che mi sono data è sintetizzabile in un'unica parola: identificazione.

L'identificazione è un meccanismo di difesa (cioè, semplificando al massimo, un modo di funzionare della psiche umana per preservare il benessere e il giusto equilibrio tra istinto e ragione) che porta la persona a far propri i pensieri e i comportamenti di un altro essere umano. 

Nel caso specifico: se sto vivendo una relazione di coppia in cui l'intimità langue o è problematica e vedo una coppia che davvero si è messa in gioco, che ha problemi simili ai miei ma che riesce a risolverli e comprendo che la coppia non finge, perché realmente sta sperimentando gli spunti forniti dai professionisti, allora posso identificarmi con quella coppia, posso pensare che forse anche per me e mio marito o mia moglie c'è una possibilità.

Il sesso in molti casi, anche se sembra difficile crederlo, è ancora un tabù, o meglio, è un qualcosa di cui si parla tantissimo proprio per non parlarne...

La sessualità, i desideri vengono sbandierati e banalizzati ma quando c'è un problema reale non si conosco le parole per esprimerlo. 

Paradossale no?

Bene. Sex Teraphy ha il compito, attraverso le immagini, di far capire che i problemi della sfera intima possono essere trattati e risolti
Questo è il messaggio che spero possa arrivare a coloro che vedono la trasmissione. 

Ovviamente non è necessario andare in tv: puoi affrontare le difficoltà in ambito sessuale in uno studio di un professionista competente senza le telecamere ma ricordati di...

 non rinunciare più a vivere una sessualità appagante
 perché anche a fare l'amore si può imparare. 

Attenzione: il sesso non è una "prestazione" anzi, quando il sesso diventa prestativo ("Devo fare bene!", "Mi starò muovendo nel modo giusto?", "Lei/lui sarà soddisfatto?" ecc...) ecco che nascono i problemi!

Con l'espressione "a fare l'amore si impara" intendo dire che:

- l'intimità di coppia va costruita giorno dopo giorno, 

- bisogna conoscere a fondo la propria sessualità, 

-conoscere a fondo quella dell'altro e

- per sviluppare questa conoscenza bisogna saper comunicare... 

ma di questo parleremo prossimamente...

A presto

                                                                                                                  Valeria Mora       
         
Psicologa, Counselor e formatrice

mercoledì 18 settembre 2013

Trovare l'anima gemella su internet


Le community ed i siti internet in cui conoscere potenziali partner sono una realtà ormai consolidata ma c'è una novità recente, un sito internet che modifica la modalità classica dell'approccio on line. 

Il sito che sta spopolando è www.adottaunragazzo.it. Ha avuto un enorme successo in Francia ed ora è approdato in Italia.

L'iscrizione é gratuita ed in pochi clic si può dare il via al gioco dell'adozione. In cosa consiste?

Semplice: gli uomini che vogliono "farsi adottare" da una donna si mettono a disposizione e possono, con galanteria, inviare un "incantesimo" per colpire l'interesse della donna prescelta. 
La donna potrà scegliere se scoprire chi c'è dietro la magia oppure no. 
Insomma: un romanticismo on line in cui sono le donne ad avere il potere decisionale finale.

La donna sceglie il "miglior ragazzo" e può assegnare dei punteggi ai vari uomini iscritti alla community. 
Ecco che la donna riveste quel ruolo attivo che tanti uomini ricercano nella partner: la donna che sessualmente prende l'iniziativa, che è disposta a qualsiasi tipo di gioco sessuale, che desidera "essere presa" in tutti i modi possibili(e concedetemi questa espressione che esprime chiaramente il desiderio sessuale maschile ed femminili e che non ha nulla di moralmente riprovevole) è l'amante ideale. 

Una donna che sceglie chi "adottare" sarà dunque una donna anche sessualmente disinibita, una donna stile cougar (donne tra i 30 e i 50 anni, definite come "cacciatrici", interessate a una relazione sessuale priva di impegno ed inibizione con uomini molto più giovani). 
L'uomo può, attraverso questi siti, vedere realizzato il sogno erotico trasmesso dalla pornografia e buttarsi a capofitto in quest'esperienza. 

Ma... é proprio così? 
Chi c'é, realmente, al di là dello schermo del pc?

Ci può essere certamente quanto ho appena descritto e, ci tengo a precisare, che non c'é nulla di male in questo se l'uomo e la donna in questione sono consenzienti e consapevoli di ciò che cercano, ma ci possono essere individui più fragili che, tramite il web, possono farsi del male.

Non arrivo a pensare ai casi estremi in cui gli incontri on line sfociano in episodi di cronaca nera ma mi riferisco all'impatto psicologico che la conoscenza on line può avere se non la si affronta con il giusto distacco e la giusta ironia.

I sentimenti, l'amore, la passione, l'affetto sono qualcosa di sacro
 che non può essere trasformato in merce di scambio. 
Si può giocare conoscendo persone nuove ma occorre aver chiaro quando il gioco sta diventando una dipendenza che non permette più di avere la lucidità per capire chi c'è al di là dello schermo.

Non credo che la conoscenza tramite internet vada demonizzata: la rete è un mezzo così come, in passato, lo era la piazza del paese. La piazza della rete però, è più insidiosa in quanto molto più ampia e priva di quel contatto visivo che consente di capire, più velocemente ed istintivamente, chi è l'altro. 

"Adotta un ragazzo" è certamente un titolo accattivante per una community di incontri ma c'è un qualcosa che stride: adottare un ragazzo è un mix di parole che, a mio avviso, risveglia l'istinto materno delle donne. 

Le donne sanno che è un gioco ma dare un voto ad un uomo
 può trasformarsi in un gioco pericoloso. 
L'altro è merce di scambio. 

Una rivincita del genere femminile che per anni, ed in molti casi ancora oggi, ha subito la violenza maschile in silenzio? 

Un voto dato per sentirsi più sicure di se stesse perché, in realtà, si ha paura di confrontarsi con l'altro, perché si sono vissute esperienze affettive negative e le si esorcizza con un punteggio?

Voglia di trasgressione?

Paura della solitudine?

E dall'altra parte... i maschi che si candidano all'adozione cosa cercano?

Voglia di mettersi in mostra? 

La vittoria sui concorrenti e l'esaltazione narcisistica di se stessi?

Uno strumento per superare le paure in merito al farsi avanti con una donna e quindi un modo per esorcizzare le proprie fragilità?

Ed in quest'ultimo caso cosa accade a quell'uomo più fragile che non viene scelto o viene valutato negativamente?

Queste domande sono spunti di riflessione che potrebbero essere approfonditi ed ampliati.
Tratterò ancora questi argomenti nei prossimi post perché internet è la nuova realtà attraverso la quale si creano molti rapporti di coppia. 

La rete amplia le possibilità di trovare l'anima gemella ma apre strade di conoscenza più insidiose e dunque, solo attraverso una chiarezza di ciò che si desidera, di ciò che la rete può comportare e di quelli che sono i propri limiti, le proprie paure e le proprie risorse, 
se ne può fare un uso utile, divertente ed arricchente 
mettendosi al riparo da sofferenze e situazioni che 
possono complicare la propria vita anziché migliorarla.

A presto 
Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

domenica 25 agosto 2013

Mia moglie è diventata mamma


Oggi parliamo di un tema delicato: l’impatto che la nascita di un figlio ha sulla vita di coppia.

Un figlio può essere frutto di un progetto a lungo meditato dai partner, può essere il frutto di una storia d’amore che si corona con la messa al mondo di una nuova vita.

A volte è tutto questo, ma arriva senza “preavviso” e, in tal caso, l’impatto sulla relazione tra i partner è ancora più forte.

Ad essere genitori si impara ma anche leggendo innumerevoli libri che parlano del diventare mamma e papà non si è mai preparati abbastanza. Un conto è leggere... e un altro è avere tra le braccia una creatura che piange, che chiede amore incondizionato e che va accudita in tutto e per tutto.

Un bimbo richiede una dedizione costante e dunque, tutte le attenzioni che prima potevano essere indirizzate al partner vengono catalizzate dalla nuova vita.

Diventare genitori significa non essere più solo una coppia di innamorati: l’identità del singolo si arricchisce acquisendo l’identità genitoriale. Insomma: si è marito e moglie ma anche mamma e papà.

Poiché l’esperienza della genitorialità non è cosa semplice, è assolutamente normale che le risorse di energia, di tempo e tutti i pensieri siano dirottati sul proprio ruolo di mamma o di papà mentre, l’identità di marito o di moglie passino in secondo piano.

Ed ecco che, così facendo, una piccola crepa, destinata ad allargarsi, potrebbe insinuarsi nel rapporto d’amore dei neo-genitori.

La donna è maggiormente dedita al bambino e maggiormente stanca e dunque è più facile che sia il marito a sentirsi trascurato ma, ovviamente, può avvenire anche il contrario.

Tutto si modifica nel corpo e nella mente di una neo-mamma.

I ritmi sonno-veglia si alterano a causa dell’allattamento,
l’umore può subire degli sbalzi a causa dello sconvolgimento ormonale avvenuto prima, durante e dopo il parto, il desiderio sessuale può essere inferiore rispetto al solito,
la neo mamma può essere in conflitto con il proprio corpo che si é modificato durante la gestazione e che, dopo la nascita del piccolo, la donna vorrebbe riportare all’abituale forma fisica ma non riesce a farlo velocemente vista la stanchezza e il poco tempo per se stessa.

La nascita di un bambino porta tanta gioia quando è il frutto di un progetto condiviso dai partner ma, dopo il parto, non tutto è rose e fiori...

Che fare dunque per essere ottimi genitori ma anche ottimi coniugi?
Che fare per non permettere a pappe, pannolini e ninne nanna di diventare l’unico sottofondo costante della vita famigliare e di coppia?

Il primo suggerimento che ti dò è molto semplice: tenere a mente che accadrà questo sconvolgimento degli equilibri di coppia.

Ricordartelo ti consentirà di accorgertene quando si verificherà permettendoti di porvi rimedio.

Inoltre, non connoterai la distanza di tua moglie o la freddezza di tuo marito come segnale di una crisi ma analizzerai a mente fredda queste reazioni. Non ti lascerai trascinare dalla rabbia perché saprai che il partner non sta agendo in quel modo per ferirti volontariamente, bensì perché non sa come organizzarsi diversamente.

Una volta che noterai l’intensificarsi della distanza tra te e il tuo partner ti fermerai e penserai a quale “mossa” sia meglio fare.

Te ne suggerisco alcune:

-        parla con il tuo lui o la tua lei spiegandole cosa provi senza attaccarlo.

Per esempio, invece di dire:
“Non mi consideri più, ti occupi solo del bambino e con me parli solo per dirmi cosa comprare al supermercato o in farmacia” prendi la mano di tua moglie e dille che oltre a essere una splendida mamma è anche una splendida donna e che ti manca l’avere un po’ di tempo da trascorrere con lei;

-       aiuta tua moglie nella gestione della casa e del bimbo e accordatevi in modo da suddividervi equamente i compiti;

-       rassicurala sul fatto che nonni o baby sitter potranno occuparsi del nuovo nato al meglio. Scegli con lei le persone a cui affidare vostro figlio e poi stabilite che, almeno una volta a settimana, trascorrerete del tempo da soli, esattamente come prima della nascita del bambino;

-         fai sentire tua moglie sexy e desiderata, corteggiala come i primi tempi;

-      permetti a tua moglie di essere stanca e cerca di comprenderne gli stati d’animo aiutandola ad esprimerli e a raccontarteli;

-        a te, neo-mamma, suggerisco di prenderti degli spazi solo per te stessa: un po’ di shopping, un aperitivo con le amiche, un nuovo taglio di capelli, un bagno caldo qualsiasi cosa che ti permetta di riprendere contatto con la tua parte femminile e seducente. Dedica del tempo a l tuo partner e stupiscilo ritornando ad essere solo una fidanzata;

-         tu e tua moglie prendetevi del tempo per giocare insieme a vostro figlio: oltre alle cure fisiche dovete far sentire a vostro figlio l’amore e la complicità. Se giocate insieme al bimbo lasciando, qualche volta, in secondo piano le faccende domestiche, il vostro “essere famiglia” crescerà ogni giorno un po’ di più.

Perché tutto questo?

Perché non basta essere dei bravi genitori o meglio, non si può essere genitori sereni, e dunque fonte di sicurezza per i figli, se non si è una coppia coniugale felice, complice, matura e passionale.

 Mamma e papà devono essere una squadra che collabora per crescere la propria creatura e la coesione di una squadra si forma grazie alle esperienze condivise

Più tu e il tuo partner manterrete viva la dimensione del gioco, del divertimento e del dialogo e più l’esperienza della genitorialità arricchirà il vostro essere coppia e il vostro essere famiglia.


A presto


Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

venerdì 23 agosto 2013

Calo del desiderio sessuale nella coppia

Il desiderio sessuale è il collante della coppia.

 Non è l’unico ma certamente è uno dei più importanti. 

Una coppia che non fa bene l’amore è una coppia che non riesce a lasciarsi andare, a divertirsi e ad essere profondamente complice. 

Il sesso non è solo un’ “attività per coppia giovani”: 

l’attrazione fisica differenzia il rapporto di coppia da un rapporto amicale e dunque, in assenza di essa, i partner diventano due conviventi e non due amanti, cioè due persone che hanno scelto, dichiarandosi amore reciproco, di diventare una cosa sola.

Ho usato l’espressione “fare bene l’amore” non perché ci siano delle regole prestabilite che sanciscono la qualità della prestazione sessuale ma perché ogni partner, in cuor suo, deve essere totalmente soddisfatto dell’intimità di coppia.

Il “fare bene” attiene dunque ad una valutazione personale ma che deve essere condivisa all’interno della coppia. 

Semplificando: tu devi sapere cosa tua moglie o tuo marito desidera nell'intimità e lui/lei deve sapere cosa desideri tu. Dovete conoscere i vostri rispettivi criteri di soddisfacimento.

Lo so che queste parole privano di magia l’alcova ma sono necessarie. 
Non vanno pronunciate durante l’amore ma dopo si!

Invece, purtroppo, poche coppie riescono a parlare con chiarezza e spontaneità della loro sessualità.

C'è vergogna, paura di offendere l’altro, di essere giudicati o non accettati per ciò che si desidera e una forte tendenza a trincerarsi dietro al fatto che la passione sia un qualcosa che può esserci solo nei primi tempi della relazione.

La sessualità è il termometro della coppia e se essa è fredda ben presto anche la relazione subirà un brusco abbassamento delle temperatura...

Le cause del calo del desiderio possono essere di vario tipo:
ü      ormonali (caduta del testosterone e degli estrogeni)
ü      anemia da carenza di ferro
ü      sindrome premestruale
ü      ansia e depressione
ü      stress
ü      crisi interna alla coppia
ü      mancanza di  cura si sè da parte di uno o entrambi i partner
ü      mancanza di stimoli nuovi.

Le cause fisiche vanno sempre verificate e dunque è bene fare ricorso a un ginecologo e ad un andrologo nei casi in cui si abbia il sospetto di un problema di ordine fisiologico.

In merito allo stress o ad una condizione di malattia di uno dei due partner è bene concentrarsi sull'origine di tale disagio, affrontare tale causa e, successivamente, occuparsi del problema relativo alla sessualità.

Nella maggior parte dei casi però, il calo del desiderio origina dalla mancanza di stimoli da parte dei partner, dalla routine e dal credere che, visti i numerosi anni di vita condivisa, non vi sia più nulla da scoprire.

Ecco l’errore più grande: solo mantenendo nei confronti del proprio compagno o della propria compagna lo sguardo curioso degli inizi si può far vivere alla coppia un’eterna giovinezza.

Il sesso, con il tempo, non deve diventare un optional bensì un qualcosa da rinnovare sempre. 
La conoscenza e l’intimità che si costruisce negli anni permette ai partner di dirsi apertamente ciò che desiderano e di farlo, ancor di più, che all'inizio...

Se il sesso non è mai stato “sfavillante” non è detto che non lo possa diventare... quindi decidi di giocare e proponi al tuo partner questo esercizio. Ecco i passaggi da fare:

1)  ciascuno di voi si procuri un pennarello e due cartelloni di altezza pari a quella del partner;

2)    a turno ciascuno si stenda (vestito) su un cartellone e l’altro tracci il contorno del corpo del  partner steso;

3)   ognuno prenda un cartellone con disegnata la sagoma del partner e un cartellone con disegnata  la sagoma di se stesso e si ritiri in una punto della casa a propria scelta in cui possa stare da  solo;

4)   sul cartellone con la tua sagoma scrivi, in corrispondenza dei punti di interesse, che cosa ti piacerebbe che il partner ti facesse durante l’intimità e sul cartellone con la sagoma del partner scrivi, sempre in corrispondenza dei punti di interesse, che cosa vorresti fare tu a lui/lei;

5)    una volta terminata questa fase ritrovatevi e spiegatevi l’un l’altro cosa avete scritto: se ci sono delle cose che non vi sentite di fare parlatene e valutate se è possibile trovare un qualcosa di alternativo che rispetti i desideri di entrambi o, se è possibile, un modo per realizzare un graduale avvicinamento a ciò che avete scritto;

6)  la prossima volta che farete l’amore scegliete “di chi è la serata”: immaginate di farvi reciprocamente dei regali. Il regalo può essere quello di fare tu al partner ciò che lui/lei ha detto di volere o di lasciarti fare ciò che lui/lei ha detto di desiderare farti. Non è necessario che “spuntiate” tutti i punti del cartellone... la cosa importante è risvegliare la fantasia e parlare un po’ di più di ciò che realmente volete l’uno dall'altro nell'intimità.

Se desideri altri consigli per risvegliare la tua sessualità di coppia continua a leggermi nei prossimi giorni.

P.S.
Questo "esercizio" va molto bene anche per i partner che hanno iniziato da poco la relazione e sono molto timidi sessualmente... sperimentate!


A presto

Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

mercoledì 21 agosto 2013

L'amore può finire da un giorno all'altro?

Negli ultimi mesi ho lavorato con molte mie pazienti sul tema dell’amore che finisce.

Ognuna di loro aveva storie sentimentali differenti ma le emozioni e i pensieri di tutte ruotavano intorno ad una domanda: 

“Può l’amore finire da un giorno all'altro?”

La fatica comune a tutte era quella di comprendere perché fino ad un mese, tre mesi o sei mesi prima tutto fosse perfetto e il sentimento fosse così forte da far pensare a un futuro condiviso, ad una vita insieme, alla creazione di una famiglia e a progetti di coppia.

Ciò che le mie pazienti non riuscivano proprio a spiegarsi era come fosse possibile che nella loro mente e nel loro cuore fosse avvenuto un cambiamento così repentino e ne erano spaventate. 

Avevano la sensazione (estremizzo un po’ ma non di molto) di essere andate a dormire da “innamorate del partner” e di essersi svegliate avendo lasciato nel mondo dei sogni quell'amore.

Si tratta di una sensazione estremamente destabilizzante e che porta la persona che la vive a non riconoscersi più, a rimpiangere quel sentimento che non riesce più ad avvertire e a sentirsi colpevole per quello che, agli occhi del partner, può apparire come un “colpo di testa”.

Per uscire da questo circolo vizioso di confusione, paura e tristezza occorre far appello alla propria razionalità che, ti ricordo, è un ingrediente fondamentale per poter costruire e vivere delle relazioni sentimentali complete, appaganti e, anche se può sembrare un paradosso, passionali.

Usa la tua ragione e chiediti: quando ho iniziato a non amare più il mio compagno?

Il risveglio senza amore non è altro che l’esito di un processo iniziato molto tempo prima ma che, più o meno consapevolmente, si è fatto di tutto per non tenerlo nella dovuta considerazione.

Quando lui non ha condiviso con te un momento importante della tua vita,

quando non ti ha ascoltato quella volta che gli chiedevi più attenzioni,

le innumerevoli volte in cui si è dimenticato del vostro anniversario,

quella volta in cui gli hai spiegato come tu non ti sentissi messa al primo posto da lui,

quella volta in cui invece di discutere con te si è girato dall'altra parte dicendoti che voleva dormire,

quella volta in cui volevi fare una cosa divertente con lui ma non aveva tempo,

quella volta in cui invece che ascoltare i tuoi bisogni ha messo in primo piano le esigenze dei genitori,

tutte le volte in cui avresti voluto la sua presenza ed invece con te c’era un’amica o un fratello,

tutte le volte in cui il “problema” era solo tuo e non di coppia...

ecco quando hai smesso di amarlo.

Gli esempi potrebbero essere infiniti e puoi far rientrare in essi le innumerevoli occasioni in cui un discorso e un confronto con il tuo compagno è terminato lasciando dentro di te un rancore o un’insoddisfazione.

Le incomprensioni si chiudono davvero solo se non ne resta traccia nel cuore e nella mente perché, altrimenti, un giorno ci si sveglia e l’amore se n'è andato.

Se lui ha mancato in tutte queste, o altre, occasioni ha sbagliato, ma anche tu hai compiuto un errore.

Tu non hai saputo riconoscere ciò che per te era davvero importante. 

Non hai “preteso” per te stessa ciò che desideravi profondamente e lo hai fatto per paura di perderlo, per paura di discutere, per paura di dover prendere delle decisioni o, ancor più semplicemente, perché non ti sei mai chiesta che cosa volessi davvero dalla vita e dall'amore.

L’amore non finisce da un giorno all'altro: finisce giorno dopo giorno soffocato 
dall’ insoddisfazione quotidiana, 
oppure finisce perché non è mai stato vero amore. 

Tu credevi sinceramente che lo fosse ma ti stavi limitando per ignoranza.
Hai conosciuto lui in un particolare momento della tua vita, in un particolare contesto e poi, dopo anni in cui la tua realtà è diventata quella e l’insoddisfazione è diventata la normalità, senza che tu ne fossi, solo apparentemente, così insoddisfatta, conosci altre realtà.

Un amica ti racconta che può esistere un amore diverso;

un evento critico e inatteso sconvolge gli equilibri della tua famiglia e/o della tua coppia;

incontri un uomo che ti fa sentire emozioni da tempo sopite o mai provate, qualcuno con cui parlare di tutto è profondamente semplice e spontaneo...

ed ecco che ti risvegli!

L’amore però, non è morto in quella mattina ma molto prima.

Se non vuoi correre il rischio di questo brutto risveglio chiediti, ogni giorno, che cosa sia fondamentale per te, che cosa vuoi nel tuo rapporto d’amore e parlane con il tuo lui.

Forse sei ancora in tempo per salvare la tua coppia e, soprattutto, per prendere le decisioni necessarie a vivere una vita che non ti lasci piena di rimpianti, 
bensì una vita di cui essere fiera e soddisfatta, ogni giorno, il più possibile.


Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice

venerdì 1 febbraio 2013

Come capire se il partner sta mentendo

Ciao a tutti, come state? 

Lo so, lo so... sono stata nuovamente latitante nell'ultimo periodo ma ho dedicato tutte le mie energie al progetto “Be Yourself ”.

Si tratta di un modo nuovo, divertente e, contemporaneamente, altamente formativo per rendere la psicologia ed il coaching maggiormente fruibile a tutti. 

Se sei curioso di sapere di cosa si tratta ti basta leggere qui tutte le informazioni:


Ed ora veniamo all'argomento di oggi: fidarsi di nuovo dopo un tradimento. 

Molte donne e molti uomini che sono stati lasciati e/o traditi dal partner hanno un'enorme paura a iniziare una nuova relazione. 

Temono, giustamente, di venire feriti e così, per evitare di soffrire ancora, rinunciano all'opportunità di un nuovo amore. 

Quando qualcuno tradisce la nostra fiducia, soprattutto non si aveva avuto il minimo sospetto, si provano delle emozioni molto forti: rabbia, incredulità, tristezza, paura e ci si sente ingenui ed incapaci. 

Ci si domanda come mai non ci si è accorti di nulla, 
ci si chiede come mai chi spergiurava di amarci ci ha abbandonato. 

Queste reazioni sono sacrosante, normali e giustificabili ma se ci si lascia annichilire da queste emozioni si perde la possibilità di essere di nuovo vivi e felici, come solo l’amore fa sentire. 

Chi è stato lasciato o chi è stato tradito, e ha deciso di perdonare e continuare la relazione (anche se in questo caso le cose da dire sarebbero molte in quanto solo un perdono privo di rancore e una reale motivazione di chi ha tradito a riparare al tradimento possono consentire una ripartenza “sana” del rapporto di coppia), mi domanda se esista un modo per avere la certezza di non essere più ingannati dal partner. 

La mia risposta lascia sempre i miei pazienti un po' delusi perché
 ciò che dico loro è che la certezza non la si può avere. 

Si tratta di decidere di rischiare tenendo presente che l'altro non è una nostra proprietà. 

Una relazione può finire e non è non pensando a questa possibilità che ci si mette al riparo dal rischio. 

Io credo che l'amore possa essere per tutta la vita e non mi sveglio tutti i giorni pensando che il mio compagno potrebbe un giorno tradirmi. Mi fido di lui e non ci sono segnali che facciano insorgere in me dei sospetti. 

Però, solo se non do per scontato che sarà eternamente mio posso mettere nella relazione con lui, tutti i giorni, le energie e le attenzioni necessarie a farla durare. 

Questo atteggiamento è ciò che permette di prestare attenzione ad ogni cambiamento di umore, di comportamento e di modalità di interazione del partner. 

Quello che dico ai miei pazienti è che la certezza non potranno averla ma se diventeranno dei buoni osservatori della persona con cui condividono la vita le possibilità di non accorgersi di una crisi nel rapporto, crisi che potrebbe sfociare in un tradimento, diminuiranno drasticamente. 

Non ci sono segnali particolari che consentano di smascherare la menzogna dell'altro (diffida dai libri che ti vendono spiccioli consigli sulla comunicazione non verbale) ma ci sono incongruenze che, se notate, possono farti capire che qualcosa non va. 

Il tuo compagno ti dice che ti ama alla follia e che presto lascerà la moglie per stare con te? 
Poi ... nelle vacanze, nelle feste, nei momenti importanti lui è sempre con lei e non con te. 

La tua ragazza ti dice che tu sei la sua famiglia e che senza te non può vivere? 
Poi ... ogni giorno è presa da mille impegni, dal lavoro, dalle amicizie e l’unico per cui non trova tempo sei tu. 

Tuo marito ti regala fiori per il tuo compleanno e in pubblico fa gesti da uomo innamorato? 
Poi... a casa, quando tu sei stanca e ti destreggi tra la spesa, la casa e i figli come un’equilibrista lui sta comodamente seduto sul divano. 

Questi sono solo alcuni degli innumerevoli esempi di incongruenza tra parole e azioni: 

non limitarsi ad ascoltare ciò che il tuo partner ti dice e osserva ciò che fa. 

Più che cercare la menzogna nelle parole del tuo lui o della tua lei chiediti cosa desideri tu, per la tua vita e per la tua coppia. 

Se ciò che hai non coincide con ciò che vorresti non limitarti ad aspettare che, prima o poi, le cose cambino. 
Se fai sempre le stesse azioni la realtà intorno a te sarà sempre la stessa. 

In altre parole: 
- desideri una relazioni di coppia diversa, 
- noti delle incongruenze tra ciò che il partner fa e ciò che dice, 
- hai un dubbio su che cosa il tuo compagno o la tua compagna stiano pensando o provando? 

L'unica cosa che devi fare è smettere di aspettare:
- se hai un dubbio verificalo, 
- se hai una paura parlane, 
- se hai un desiderio fai qualcosa per capire se quel desiderio è solo tuo o è anche del partner e se insieme avete la voglia e le energie per inseguirlo. 

Quando non ci si fida più perché si è stati traditi il rischio è quello di dubitare sempre e questo può portare a essere assillanti con chi ci è che accanto. 

Per evitare che i propri dubbi soffochino l'uomo o la donna che abbiamo appena conosciuto rendiamo a lui o a lei palese tale “difetto”. 

Racconta la tua storia alla persona che sta entrando nella tua vita e trova insieme al nuovo partner il modo affinché tu possa sentirti sicura/o e lui/lei libero di dimostrarti il suo amore. 

In definitiva: 
osserva di più di quanto hai fatto nella tua precedente relazione, 
ascolta di più,
domanda di più poi... 
rischia perché se non lo fai ti condanni a non vivere. 

Ci si può innamorare di nuovo anche dopo un tradimento. 
All'inizio è difficile, fa paura ma permetti alla vita di darti una seconda possibilità. 

P.S. 

"Be Yourself" ti può aiutare a sviluppare maggiori abilità osservative, dandoti la voglia e la grinta per assumerti il “rischio” di un nuovo amore.

http://consulenzadicoppia.blogspot.it/


Un abbraccio 


Valeria Mora, Psicologa, Counselor e formatrice